Making archaeology as a movie – April 2014 Playlist

Aprile è terminato ed ecco subito la playlist con i migliori video archeologici del mese.

3 aprile. Immagini a ritmo di musica. Iniziamo la playlist con questo video, intitolato semplicemente “ArchaeOlogy“, dove foto in bianco e nero di diverse attività di scavo si susseguono l’una dopo l’altra a ritmo di musica su un sito non specificato. Piacevole soprattutto per le immagini che seguono il ritmo frenetico del pezzo.

24 aprile. Dopo il trailer del mese scorso, anche ad Aprile ho scovato un altro video che promuove una prossima uscita. Si tratta di “America: From the Ground Up! 10 min Promo reel”, di Monty Dobson, archeologo americano che insegna History and Archaeology alla Central Michigan University che ho conosciuto al TAG 2012 a Liverpool. Da vero americano, attraverso contatti con la televisione pubblica americana e altri sponsor, produce documentari sull’archeologia USA. Questo video è un promo per la seconda serie, che uscirà negli Stati Uniti e in Inghilterra a luglio. In 10 minuti vengono introdotte una a una le tematiche dei singoli episodi: si parte dalle antiche civiltà americane passando poi per i commerci di pellicce con gli Europei, la guerra tra Inglesi e Francesi, la rivoluzione americana e altri argomenti abbastanza generali. Questi documentari sono interessanti soprattutto perché è un archeologo in prima persona che si occupa della loro realizzazione, anche se mi sembra di vedere che gli argomenti poi sono piuttosto generici.

28 aprile. In questa playlist debutta per la prima volta un video australiano. “Hiding in plain sight” è una sorta di documentario in cui un archeologo locale introduce allo scavo di una piccola fattoria ottocentesca alla periferia di Melbourne. La cosa più interessante che ho notato è l’inquadratura al minuto 2:26: la telecamera infatti entra nello scavo seguendo da terra un vuoto dove doveva correre un muro di una struttura. Una unità stratigrafica negativa utilizzata al meglio per rendere dinamica la ripresa e allo stesso tempo suggerire il percorso del muro.

28-30 aprile. Tra i video di questo mese non potevano mancare quelli di Let’s Dig Again. In occasione del primo compleanno di questa web-radio di archeologia, i conduttori Andrea e Alessandro hanno organizzato anche uno streaming via YouTube, grazie al quale è possibile vedere il dietro le quinte delle puntate.

Al prossimo video!

 

 

 

Making archaeology as a movie – March 2014 Playlist

Marzo si è concluso e devo dire che è stato piuttosto avaro in termini di uscite interessanti. Per la consueta playlist, ho selezionato questi tre video.

7 marzo. Un nuovo trailer per un video su uno scavo che uscirà prossimamente. Si tratta di una nostra vecchia conoscenza, quell’Apolline Project che avevamo già avuto l’occasione di incontrare per il video “Archaeology from above” lo scorso settembre. Lo scavo riguarda una villa romana e le sue terme, presso Pollena Trocchia, sul versante settentrionale del Vesuvio. Per quanto riguarda il trailer, si sono scelte una musica e una grafica di grande impatto, che richiamano da vicino quelle dei film di Indiana Jones. Si oppongono ad una deriva verso la banalità le immagini di un’archeologa che spiega, le riprese dall’alto dello scavo al lavoro e ricostruzioni 3D; tutto ciò fa trasparire che i contenuti saranno scientifici e anche il titolo “Vesuvius beyond Pompeii” riesce a generare interesse senza andare troppo oltre. Questa evidente contrapposizione tra grafica/musica e immagini mi sembra interessante, aspettiamo di vedere se nel video vero e proprio sarà riproposta o se sarà limitata al trailer.

21 marzo. Il secondo video di questa playlist si intitola “Ritrovamento dei caduti della I guerra mondiale sul Menderle” ed è stato realizzato dalla cooperativa archeologica SAP. Mi sembra un’ottima cosa che anche le cooperative comincino a produrre filmati divulgativi, anche nella forma di documentario. In questo caso il video prende spunto dallo scavo ed è strutturato in modo semplice ma efficace, con due personaggi che si alternano sullo schermo; un archeologo e uno storico militare raccontano il ritrovamento dei caduti attraverso l’indagine sul campo. Si dà un quadro generale del contesto della battaglia e poi si va a specificare come lo scavo archeologico ha aiutato ad integrare la storia raccontata dai diari.

29 marzo. L’ultimo video di marzo che vi propongo è “The Bones the Nazis Hid“, realizzato per lo Smithsonian Channel. I 3 minuti di filmato mostrano uno scavo in un contesto insolito e nuovo. Siamo a Treblinka, uno dei campi di sterminio di Hitler, dove tra il 1942 e 1943 circa 900000 ebrei trovarono la morte. Quest’indagine ha l’obiettivo di ritrovare le tracce del campo e delle sue vittime e l’aspetto che mi sembra più interessante sta nel fatto che venga mostrato come l’archeologia sia un metodo d’indagine valido per far luce anche su situazioni così vicine a noi nel tempo. Al contrario viene reso in modo molto semplicistico il processo d’interpretazione: il video dura 3 minuti ma arrivare ad una interpretazione certa con un piccolo saggio scavato forse è eccessivo.

Al prossimo video!

Making archaeology as a movie – February 2014 Playlist

Febbraio è terminato e vi propongo subito la playlist di questo mese. Vediamo cosa ci ha proposto l’archeologia attraverso i video di questo mese.

5 febbraio: inizio la playlist riproponendo il mio video sulla manifestazione dei 500 no, uscito ad inizio febbraio e già ampiamente segnalato. Cambiato il governo e cambiato il ministro, le richieste che hanno spinto gli archeologi a scendere in piazza sono rimaste sostanzialmente inascoltate, anche l’iter per il riconoscimento della figura professionale dell’archeologo è fermo al Senato. Riproporre il video non mi sembra fuori luogo.

5 febbraio: proseguiamo andando in Svezia con questo video che racconta lo scavo di un antico forte sull’isola di Oland. Gli archeologi del Kalmar County Museum e della Lund University hanno rivelato che nel V secolo vi avvenne un terribile massacro. Se volete conoscere meglio la storia vi consiglio di vedere il video; quello che personalmente mi interessa di più è che il video, nonostante l’argomento si prestasse a fantasiose interpretazioni e ad ancor più esaltate presentazioni, mantiene un tono scientifico.

12 febbraio: tutto il contrario avviene per questo video sullo scavo di una necropoli di V-VI secolo a Firenze, i cui defunti potrebbero essere state vittime di una pestilenza. Il video, che dovrebbe caratterizzarsi come serio racconto giornalistico, con la musica di Indiana Jones si trasforma in buffonata e rende cattivo servizio allo scavo, senza dubbio svolto con professionalità. Per dire che per fare cattiva comunicazione basta poco…

19-21 febbraio: a “Museum  and the Web Florence”, è stato presentato un video in cui si mostra un modo in cui i Google Glass potranno essere utilizzati all’interno dei musei in un prossimo futuro. Complimenti al progetto GOOGLEGLASS4LIS, che permetterà anche ai sordi di avere accesso in forma completa all’esperienza museale grazie ai Google Glass e a un video.

26 febbraio: concludo la playlist di questo mese con questo video che veramente è da non perdere. Per l’iniziativa #MuseumVideos di “Culture Themes” su Twitter, in cui i musei partecipanti segnalavano i propri video, il Museum of London ha linkato questo fantastico harlem-shake con protagonisti dei vasi. Quando si dice un video virale…

Per la playlist completa ecco la bacheca Pinterest.

Al prossimo video!

FB post – Making archaeology as a movie #14

vine

Ecco il mio post di ieri su “Archeologia e storia dell’arte tardoantica e medievale.

Può riuscire un’applicazione a pensare e vedere video in maniera diversa? Vine sicuramente lo fa, visto che il tempo che mette a disposizione dell’utente è 6 secondi.

Questa applicazione gratuita è nata nel giugno 2012 e comprata da Twitter nell’ottobre dello stesso anno; è stata resa disponibile per Apple da gennaio 2013, per Android da giugno mentre per Windows Phone solo da novembre. Gli utenti non sono ancora molti ma sia Google Play che su iTunesStore le (non moltissime) recensioni sono mediamente positive (tra 3 e 4 stelle).

Le novità portate dall’applicazione, dal mio punto di vista, stanno nel fatto che il video può durare al massimo 6 secondi, che viene riprodotto in loop e che, viste le dimensioni ridotte, può essere subito condiviso sul Web.

Il limitato tempo a disposizione e la riproduzione in loop sono state sfruttate dagli utenti in maniera creativa fin da subito per  i contenuti, per la maggiorparte comici, molto spesso senza un vero messaggio, talvolta osceni. Contenuti che privilegiano azioni dirette, di facile comprensione, con un velocissimo susseguirsi di clip (anche uno al secondo in qualche caso). Su YouTube è stato aperto un canale intitolato “Best Vines“, che appunto raccoglie i migliori video creati con Vine. E si trova veramente di tutto…

Vine può essere utilizzato proficuamente in archeologia? Può essere uno stimolo a pensare in maniera diversa un video o è destinato a diventare solo uno strumento inconcludente?

Finora non sono mancati soggetti di archeologia ma si è trattato nella totalità dei casi di monumenti inquadrati da diversi punti di vista, come il Colosseo.

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#500no: per la buona occupazione nei beni culturali

#500no è sdegno

#500no è l’unica risposta ad una presa in giro

#500no sono tweet, blog post, stati di Facebook, articoli di professionisti arrabbiati

#500no è la manifestazione al Pantheon

#500no è voglia di cambiamento

#500no è l’esaurimento di chi non ne può più

#500no è speranza

#500no è la passione che non basta più

#500no è non accontentarsi

#500no è responsabilità

#500no è tante altre cose ma sono anche le nostre storie

A Roma sono andato con l’intenzione di dare il mio contributo e quello che ne è uscito fuori è questo video. Volevo raccogliere le storie di alcune delle persone riunite in piazza, convinto che ogni vicenda personale potesse racchiudere uno dei motivi dei #500no. A raccontare in modo più succinto e sicuramente anche più chiaro la manifestazione ci avrebbero e ci hanno in effetti pensato gli organi di stampa “ufficiali”.

Conclusa la manifestazione, ho cambiato più volte idea su come questo video sarebbe venuto: devo dire che sono contento, lo sforzo ha prodotto un buon lavoro, le storie ci sono e il collegamento con le richieste della piazza è chiaro. Per questo devo ringraziare i miei colleghi e amici archeologi che si sono prestati a raccontare le loro storie.

Mi dispiace non esser riuscito ad intervistare anche qualche storico dell’arte, archivista e restauratore con cui mi ero messo in contatto ma che nella folla non sono riuscito a rintracciare. La manifestazione è stata di tutti i professionisti della cultura; penso comunque che le storie registrate non siano troppo diverse da quelle che mi poteva raccontare uno storico dell’arte o un’archivista.

Continuiamo a urlare #500no.

Blogging Archaeology #3: What are your best post(s) and why?

The third question of Doug’s blogging carnival seems banal: “What are your best (or if you want your worst) post(s) and why?” But it isn’t so. It forces me to think about the kind of post I publish, if I’m really satisfied about what and how I write reading again one or two of my post. blogging-archaeology In general the fact that I like or not a post it depends directly on the way I wrote it. If I have difficulties in finding the words and in writing my thoughts, probably the post it won’t be good, whatever genre of writing I use (article, dialogue, personal thoughs…). Most of the time, it’s hard for me to keep order in my thoughts and to write a critical and argumentative post from a personal experience. I want to write so many things that I lost the way. For this reason my personal best post is Aprire un blog di museo: inganno o speranza? In this post of March 2013 I wrote about my ongoing experience of blogger at Museo Archeologico delle Marche. Writing that post it was a way to think about what I was doing and the positive and negative consequences of creating a blog for the museum. I think it’s my best post because I wrote about the topic from an original point of view, that of a museum trainee. I had some doubts (that I still have now) and I managed to explain them in a clear and involving way. It’s the post with the highest number of comments, and this is a more significant stats than the number of visitors because in this case I were looking for some interaction. I also managed to write the post in a less amount of time and in a better style than the others probably because I was thinking about it for some weeks and because I was very motivated.

L'accampamento longobardo

Reading again my most popular post, Due giorni da Longobardi a Cividale, I find that effectively is the best one written for a major audience. I wrote about a new and involving event, 568 AD, the first reenactment about Lombard in Cividale del Friuli and I described my personal experience there with soldiers and smiths of the 6-7th century AD. Simple sentences and many photos that help the words. For those reasons I think it’s my most popular post but I prefer the first one because it’s more in the spirit of this blog and of the blogger! I don’t want to write brief and superficial description of an event. When I wrote about the reenactment, I wrote in a hurry and I didn’t think so much about what I was writing… Maybe a next, possible question for this blogging carnival could be if for a great post it’s better to write fastly rather than to stop every word and thinking.

Making archaeology as a movie – January 2014 Playlist

“Making archaeology as a movie”, dopo una lunga pausa, riprende con l’anno nuovo in una veste diversa. Nelle puntate precedenti, abbiamo visto come singoli generi di video possano essere declinati per raccontare l’archeologia attraverso esempi di livello; per quest’anno ho pensato di alternare alla recensione di un singolo video un post in cui ad essere riportati all’interno di una lista saranno le novità che proporrà la rete.
Avremo sicuramente a che fare con generi già visti, ma in questa Playlist conto di linkare molti video e piuttosto che descriverli approfonditamente vorrei cercare di dare suggestioni a partire ognuno di essi.

Andiamo quindi a vedere la playlist di questo mese, ci sono video piuttosto diversi tra loro:

  • Iniziamo con “London in 1927 & 2013“, un video non strettamente archeologico in cui sono affiancati sullo schermo dei filmati girati a Londra nel 1927 e nel 2013, negli stessi luoghi. L’effetto è piuttosto suggestivo, potrebbe essere riproposto in un sito archeologico inserendo su un lato dello schermo delle riprese a fine scavo ed sull’altro lato altre effetuate in vari momenti della campagna di scavo in una sorta di time-lapse anomalo.
  • Relocation of Roman Tomb 313 – Ancient Corinth” è un video di fine novembre che ho voluto inserire perché ci testimonia una buona pratica. La società “Olympia Odos”, selezionata dal Ministero Greco per i Lavori Pubblici per la realizzazione dell’autostrada tra Eleusi e Pyrgos, ha realizzato un video dove si racconta della scoperta di una tomba romana dell’antica Corinto durante i lavori di costruzione e del suo spostamento in un’altra sede.
  • San Didier Wreck Dive – Antalya Turkey” è un video condiviso nei giorni scorsi da Michele Stefanile in cui oggetto delle riprese è il relitto di S. Didier, affondato nel 1942 al largo di Antalya in Turchia. “Colorsofoceans”, autore di questo video, scrive che il suo è un video di prova per testare la Go Pro sott’acqua: penso che questa telecamera, per la sua resistenza e maneggevolezza, possa essere uno strumento diverso da utilizzare anche nell’archeologia di superficie per realizzare dei filmati comunicativi.
  • Lo stesso discorso lo faccio per i droni che, oltre che per la fotografia, penso possano essere utilizzati per realizzare riprese panoramiche dei siti archeologici dall’alto; senza dubbio darebbero un suggestivo e nuovo punto di vista da utilizzare all’interno dei filmati di comunicazione. “In volo con il drone dentro il Duomo di Monreale” è un video in cui la novità sono le riprese con il drone, si punta sulla bellezza delle immagini senza un vero e proprio messaggio di fondo.
  • Il video è anche un utile strumento per conoscere cose nuove da punti di vista diversi. Per questo inserisco in questa playlist un intervento tenuto alla University of York pochi giorni fa da Lorna Richardson, intitolato “Doing Public Archaeology in the Digital Age“, perché l’ho trovato esposto in modo molto chiaro ed interessante. E’ un video di un live-streaming, perciò iniziate dal minuto 6.
  • Questo mese è uscito anche un video che ho prodotto in prima persona, già segnalato su “Archeologia tardoantica e altomedievale a Siena” e che riporto in questa playlist per completezza. In “Giù le mani dalla nostra storia” i bambini della scuola di Riotorto hanno messo in scena uno spot contro il vandalismo; una descrizione approfondita sul sito di “Uomini e cose a Vignale“.
  • Chiudo la playlist di gennaio con “Working with glass and stone at York Minster” realizzato dalla University of York che racconta il lavoro di studio e restauro sui vetri medievali della Cattedrale della città. In soli 4 minuti si spiega cosa si sta facendo, l’originalità del progetto e viene trasmesso l’entusiasmo e la passione delle persone coinvolte. I tempi del filmato sono giusti e secondo me è un ottimo esempio di come comunicare in breve una ricerca.

Qui sotto c’è un link per una playlist in cui ho inserito i video di questa puntata che sono caricati su YouTube.

Al prossimo video!