Making archaeology as a movie – Al VideoCaffé di Opening the Past

Portare gli archeologi a parlare di storytelling. Questa sfida non era sufficiente agli organizzatori di Opening The Past, così, oltre alla parte convegnistica, hanno avuto l’ottima idea di promuovere una seconda edizione del VideoContest, attraverso cui raccontare storie di archeologia.

Il mio videocontest

Dopo il successo di quello dello scorso anno, la pressione era tanta… e quest’anno l’ho fatta grossa.

Senza quasi rendermene conto, ho partecipato al contest con tre video. In “Le relazioni pericolose” come regista, in “#500 no” l’ottima Sikanina ha montato in 3 minuti il filmato sulla manifestazione dello scorso 11 gennaio, mentre con “Dialoghi itineranti“, il filmato di quest’anno girato a Vignale mi sono anche ritrovato a fare l’attore. Eccesso di protagonismo? Assolutamente no, ho partecipato con tre video molto diversi tra loro e penso di aver portato qualcosa in più piuttosto che qualcosa di troppo. Inoltre il mio intervento a “Immersive Archaeology” era sul videostorytelling per cui dovevo farmi valere in qualche modo.

Un momento del VideoCaffè

Un momento del VideoCaffè

I video in concorso

Gli otto video partecipanti (6 in competizione + 2 fuori concorso) sono stati presentanti dopo la pausa pranzo in una sessione chiamata VideoCaffè, all’interno di una sala appositamente allestita. Con un caffè in mano, coloro che erano interessati hanno avuto la possibilità di
scambiare qualche battuta con gli autori dei video, prima della presentazione a tutta la sala dei cortometraggi e della premiazione finale. Non tutti gli autori erano presenti ma vediamo comunque quali sono stati i sei video oggetto di votazione dal 6 al 23 maggio attraverso gli abstract inviati a Mappa Project.

#500no di Associazione Nazionale Archeologi. Il video che presentiamo racconta un evento assai singolare, quasi un unicum storico: la manifestazione di tutti i professionisti dei Beni Culturali tenutasi sabato 11 gennaio 2014 a Roma, nella piazza del Pantheon. Per la prima volta, infatti, l’universo frastagliato dei professionisti del patrimonio è stato capace di formare un’ampia coalizione e di scendere in piazza per reclamare i propri diritti.  Il casus belli è stato il varo nell’agosto 2013 del decreto Valore Cultura (col quale l’allora Presidente del Consiglio Enrico Letta aveva annunciato con grande enfasi la volontà del Governo di creare nuovi posti di lavoro in ambito culturale) cui fece seguito nel dicembre successivo il bando “500 giovani per la Cultura”, promulgato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Per approfondire: #500no – Per la buona occupazione nei beni culturali

Motel of Mysteries. (Mis)understanding archaeology di Associazione Volo. Il video trae spunto dal romanzo Motel of the Mysteries, pubblicato nel 1979 da David Macaulay. La storia prende avvio da un gruppo di archeologi che in un lontano futuro si trovano a riscoprire e scavare i resti di un motel del XX secolo, giungendo poi a sorprendenti conclusioni su ipotetici rituali cerimoniali praticati in quest’antica struttura. La scelta di trasporre sullo schermo quest’opera, di per sé di grande impatto, è dettata dall’intento di raccontare l’archeologia come un processo di scoperta e ricostruzione della realtà attraverso l’interpretazione di dati. I dati che si ricavano dall’indagine e dall’attività di scavo non sempre consentono una ricostruzione fedele di ciò che era reale e all’archeologo non rimane che immaginare i possibili contesti originari, giungendo spesso a conclusioni errate o fuorvianti. Lo scopo dell’archeologo è di interpretare i dati ed i contesti e solo attraverso la condivisione di tutte le informazioni in un sistema libero e aperto si può arrivare ad un’interpretazione il più possibile realistica, evitando errori spesso dettati dall’ingenuità, dalla complicata presentazione dei contesti e dalla parziale disponibilità dei dati.

La Valle dei Piccoli. Archeologi ad Akragas di L. Danile, M. C. Parello, M. S. Rizzo. Il video illustra i punti salienti del progetto La Valle dei templi dei Piccoli, nato al Parco Archeologico Valle dei Templi di Agrigento nel 2013, con lo scopo di coinvolgere i bambini in attività
ludico-culturali. Attraverso le immagini scelte abbiamo voluto raccontare il lavoro dell’archeologo, faticoso ma affascinante, che permette di portare in luce tracce di civiltà ormai sepolte e di viaggiare nel tempo alla scoperta di un passato lontano.

Le relazioni pericolose di Giuliano de Felice e Francesco Ripanti. Il video, tratto dall’omonimo blog post su “Passato e Futuro” (http://www.passatoefuturo.com/2013/03…), racconta in modo auto-ironico come sia facile per gli archeologi arrivare ad interpretazioni fuorvianti.
In questo caso due archeologi, procedendo alla pulizia di un muro maldestramente, portano la responsabile di scavo sulla strada sbagliata. Di solito le parole di un’archeologa esperta non si mettono in discussione e, alla fine, anche loro sembrano essere convinti della sua spiegazione. O almeno così preferiscono pensare.
Per approfondire: Heat – La sfida

Tourdion di In Vino Veritas. Eʼ quasi il vespero del due di gennaio di un freddo inverno. Nei giorni scorsi è caduta molta neve e giù da me ho finito tutto quello che avevo da mangiare. Ho camminato da stamattina attraverso le colline del sole senza incontrare anima viva. Sono molto stanco e infreddolito e mi si torcono le budelle dalla fame. Sento che la fine è vicina.
Ecco il castello Malaspina, forse qui trovo qualcuno o qualcosa di caldo da desinare.
Mah…che diavolo è questo frastuono, questo rumore? Viene da giù, dietro quella porta, mi avvicino, nessuna sentinella.

A Roma con i Bentvueghels di The Walking Media. Lo scopo era dare vita ad un progetto di promozione turistica di un’area di Roma meno visitata rispetto al celebre Municipio I, che racchiude le maggiori attrazioni. La scelta del tema è ricaduta sull’ambientazione storica della Roma seicentesca, nella quale un gruppo di artisti ci avrebbe fatto da guida: i Bentvueghels. Lo spettatore ha il ruolo di un’aspirante membro del gruppo che viene accolto da Michelangelo Cerquozzi, il quale lo guiderà per diversi luoghi celebri dell’area del Municipio II (in questa versione solo tre), alla conoscenza di Roma e di altri membri dell’organizzazione, fino a giungere alla famosa chiesa, dove si concluderà il tour e avrà luogo l’iniziazione.
La narrazione avviene grazie all’uso di dipinti degli stessi autori alternati a immagini moderne, mentre i personaggi, che appaiono come sagome agli angoli dello schermo, illustrano i luoghi in questione. Infine la voce del narratore integra la storia dei monumenti con gli eventi che li hanno riguardati dal 1700 al presente.

Il videocontest ha visto la vittoria di #500no, davanti a Motel of Mysteries e a Le relazioni pericolose. Al di là del risultato finale, vale la pena sottolineare come la qualità dei video sia notevolmente più alta rispetto agli anni precedenti. Probabilmente il tema libero unito alla ricerca dello storytelling hanno aiutato gli autori ad esprimersi con armi finora inesplorate quali l’ironia (come in Le relazioni pericolose e in Motel of Mysteries), alcune scene d’impatto (come in Tourdion) e l’utilizzo di diversi tipi di narrazione (come in #500no e A Roma con i Bentvueghels).

Per ulteriori approfondimenti e punti di vista diversi, senza dilungarmi o ripetermi qui, rimando a questo post con i relativi commenti su Filelleni.

Se c’era bisogno, con questo videocontest abbiamo un’altra prova che raccontare l’archeologia attraverso i video è possibile, anche per gli stessi archeologi. Mappa Project ha già annunciato che l’anno prossimo cambierà qualcosa nei criteri di giudizio: sarà probabilmente uno stimolo in più per creare filmati ancora più coinvolgenti.

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