Auto-intervista con il regista

MONTEMARCIANO – Squilla il mio telefono (ancora con la suoneria dello scavo ovviamente). Dall’altra parte della cornetta c’è il regista Tchoscky che annuncia trionfante: “Il cortometraggio di Vignale 2011 è pronto al lancio!” Sfruttando il momento chiedo e ottengo un appuntamento esclusivo per un’intervista.

FR: Salve Tchoscky, il lavoro di montaggio del filmato è finalmente concluso. Sa bene che gli archeologi che hanno scavato a Vignale quest’anno attendevano con ansia questo momento.

TC: Lo so, lo so caro Francesco. Il lavoro quest’anno è andato un po’ per le lunghe ma penso che sia meglio così per almeno due motivi: il primo è che mi sono risparmiato una notte in bianco (dopo 5 settimane di scavo ndr) per cercare disperatamente di avere il filmato per la fine della campagna. Il secondo motivo è che, lavorando con più calma, il montaggio è venuto decisamente meglio rispetto agli anni scorsi. E poi in fondo un po’ di attesa non guasta mai.

FR: Certo, però con l’attesa aumentano anche le aspettative del pubblico… Ho notato che in questo periodo è riuscito ad evitare anticipazioni, però almeno il titolo del film potrebbe renderlo noto, anche per pubblicizzarlo un po’.

Il regista in opera sul set di "Morte a Vignale"

Il regista all'opera sul set di "Morte a Vignale"

Tchoscky è dubbioso, fa un po’ di storie come fanno sempre i registi, però poi alla fine cede all’amico Francesco.

TC: Ok, mi hai convinto, concederò il privilegio di pubblicare il titolo sul tuo blog “Archeovideo” solo perché sei un mio caro amico. Il titolo è “Morte a Vignale”.

FR: Un titolo ad effetto evidentemente, che si rifà da vicino a “Morte a Venezia” di Luchino Visconti. Dobbiamo aspettarci analogie tra le due pellicole?

TC: Assolutamente no. O almeno credo di no, visto che non ho mai visto quel film, però il titolo mi piaceva quindi l’ho riproposto.

FR: Se la trama non presenta analogie con film del passato, comunque il titolo sembra essere esplicito rispetto a quello che sembra essere il momento centrale del cortometraggio.

Tchoscky mi guarda perplesso e un po’ infastidito.

TC: Guarda, se con questa contorta domanda stai cercando di tirarmi fuori altre anticipazioni sappi che non ti concederò nient’altro che una battuta: le cose non sono sempre così esplicite come sembrano.

FR: Va bene, Tchoscky non riscaldarti troppo, stavo solo facendo delle domande che penso interessino ai nostri lettori. Magari mi puoi rispondere su domande più generali. Ad esempio, lei aveva annunciato che questo cortometraggio sarebbe stato diverso rispetto agli altri prodotti finora. E’ possibile sapere in che cosa?

TC: Finalmente una domanda interessante.

Allora, devo dire che quest’anno in effetti intendevo fare qualcosa di nuovo e penso di esserci riuscito. Mettendo insieme le richieste della produzione che, visto il successo degli anni precedenti, chiedeva di continuare sulla strada dei docudrama e le mie esigenze di artista penso di essere arrivato ad un genere nuovo di cortometraggio archeologico.

FR: E’ possibile definire meglio questo “nuovo genere”?

TC: Ma guarda, a me le definizioni non piacciono molto, comunque rientra nell’archeo-fiction. In breve quest’anno invece di limitarmi al “re-enactment”, ovvero la messa in scena di eventi verosimili riguardanti Vignale, ho voluto allargarmi e provare a rappresentare qualcosa di più interessante, ovvero il processo di conoscenza dell’archeologo così come avviene da anni a Vignale.

FR: Potrebbe essere più preciso? Anche perché detto così sembra una cosa piuttosto noiosa…

TC: Penso che non sia “una cosa piuttosto noiosa” anzi… Mentre nei docudrama degli scorsi anni, ad esempio in “Passaggi a Vignale”, si vedeva solamente la messa in scena delle nostre ipotesi ed interpretazioni, in “Morte a Vignale”, oltre la messa in scena, è possibile farsi un’idea di come lavora l’archeologo, dal momento della scoperta delle tracce sullo strato fino alla loro interpretazione e al loro inserimento in un determinato contesto.

FR: Ha potuto fare affidamento sui suoi colleghi per girare la sua nuova opera?

TC: Certamente, anche quest’anno sono stati tutti molto disponibili e hanno praticamente recitato al buio, visto che quasi nessuno sapeva come volevo impostare il cortometraggio. Inoltre ci sono state anche altre novità da questo punto di vista, che mi sono venute in mente con il progredire della campagna di scavo.

FR: Ce ne può anticipare qualcuna?

TC: Sei veramente una sanguisuga! Vediamo… ti posso anticipare che ho dato molto spazio al dialogo tra archeologi alla fine della mia opera, con l’intento di far notare che tutti gli archeologi possono fare della multivocalità uno degli strumenti di conoscenza su cui fare affidamento sul campo. Metterlo in atto non è stato molto difficile anzi… quelle scene sono state entrambe girate una volta sola… in modo del tutto naturale, buona la prima!

FR: Ma questi dialoghi tra archeologi non saranno difficili da seguire? Verso che tipo di pubblico è orientato “Morte a Vignale”?

Snapshot di un dialogo tra archeologi in "Morti a Vignale"

Snapshot di un dialogo tra archeologi in "Morte a Vignale"

TC: Non penso che siano dialoghi difficili da seguire. Anche perché sono parte integrante della storia della scoperta che, fin dai primi minuti, è raccontata in questo cortometraggio. Poi, intendiamoci, il mio non è un cinema di massa, mi interessa solo fare del buon cinema archeologico, però penso che veramente tutti possano vedere tranquillamente questo cortometraggio.

FR: La domanda conclusiva è d’obbligo: quando sarà il giorno della prima e dove si terrà?

TC: Devo sentire in questi giorni la produzione, comunque dovrebbe tenersi prossimamente a Siena. Appena so qualcosa di certo avrete sicuramente modo di venire a sapere della notizia.

FR: Perfetto, allora alla prossima intervista… magari dopo la prima.

TC: Ok, però vediamo come va al botteghino… non vorrei essere costretto a cambiare mestiere per sopravvivere!

Con un sorriso balordo Tchoscky mi saluta e se ne va con aria soddisfatta. A questo punto non resta altro che aspettare “Morte a Vignale”.

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One response to “Auto-intervista con il regista”

  1. insellaunanuvola says :

    Ciao Francesco! Sarò totalmente OT ma ti devo sottoporre una questione e ho bisogno di un archeologo 😉
    Guarda questo post della mia saga cinese. Troverai una foto verso la fine in cui c’è un soffitto in legno con dipinti motivi geometrici. Risale più o meno all’anno mille. Ma da noi in Occidente esisteva già la tridimensionalità nelle rappresentazioni artistiche???
    E’ un anno che mi porto dietro questo dubbione 🙂
    [Da notare anche il wc modernissimo]
    ciaoo
    http://insellaunanuvola.com/2012/12/07/qufu-e-il-tifone-9giorno/

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